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Egr. Sig. Coppola,
Faccio seguito all’appropriato articolo del Comitato di Via Selene, che condivido pienamente, per allegare una foto illustrativa del bellissimo prato-parco che verrà prossimamente totalmente occupato e distrutto dalla rotatoria Piana di Luco / Borri. Come si puo’ osservare questo tappeto verde è completamente incastonato nell’abitato di Bizzozero e il campanile sullo sfondo ne è la riprova.

Prato tra via Porto Rose e via Piana di Luco interessato dalla realizzazione della nuova rotatoria destinata a regolare l'incrocio tra viale Borri e via Piana di Luco
Purtroppo è l’ultimo spazio verde rimasto nel centro abitato e per questa ragione meriterebbe la protezione dell’Unesco, nonché sopratutto la difesa acerrima da parte dei Bizzozeresi che purtroppo vedo molto indifferenti (in difformità con i più determinati amici di Via Selene che saluto cordialmente), come del resto lo sono anche i loro rappresentanti istituzionali ed amatoriali, anzi molti di loro plaudono a questo progetto catastrofico, distruttivo, insensato, sproporzionato alle reali esigenze e che oltretutto getta una preoccupante prospettiva sulla zona industriale di Schianno che si troverà così ben attrezzata per poter programmare un nuovo piano di rilancio ed espansione in contrapposizione con il Parco Varese Sud (Plis). Il prato in questione, che eleviamo a simbolo della distruzione, con le relative piantumazioni, che potrebbero essere ulteriormente incrementate, unito ad altri lotti adiacenti, potrebbe trovare una ben più utile destinazione ecologica, sia come parco pubblico oppure come semplice polmone verde a baluardo del malsano ed eccessivo inquinamento di V.le Borri e del Borgo di Bizzozero. Tutta questa devastazione stà avvenendo a ridosso delle abitazioni e soprattutto dopo avere già depauperato pesantemente tutta la zona con una cementificazione paurosa ed una programmazione (o meglio una non programmazione) che non ha mai tenuto conto dei necessari equilibri salutistici della popolazione, trasformando così Bizzozero e tutto V.le Borri in una gigantesca e tossica camera a gas a cui purtroppo ci si è pericolosamente assuefatti. L’imponente rotatoria in costruzione e la relativa superstrada, potrebbero peraltro trovare un ben diversa e più consona progettazione, essendovi la possibilità di poterlo fare, senza dover consumare tutto quel suolo di notevole valenza ecologica, come sarebbe auspicabile per buon senso, ma sopratutto in ottemperanza alle nuove Normative Europee che raccomandano “il non spreco di territorio, soprattutto se in presenza di fattibilità alternative”. E tutto questo rientra nel nostro caso. Infatti in prossimita’ di V.le Borri vi è un ampio fossato, dove ora insiste la fognatura, che se adeguatamente riempito, formerebbe già di per sé strada e rotatoria. A ciò si aggiunga il previsto abbattimento di una casupola diroccata e il possibile utilizzo delle varie scarpate degradanti, nonché della vecchia sede di Via Piana di Luco che inspiegabilmente viene abbandonata dagli illuminati progettisti comunali (ovviamente tutto questo già in prossimità di V.le Borri). Questo è un grande spazio significativo e più che sufficiente, spazio che però il nuovo progetto non prende in considerazione lasciandolo inutilizzato ma che potrebbe invece rientrare in una nuova e più razionale riprogrammazione utile allo scopo, senza dover sacrificare ulteriormente quel Verde preziosissimo di cui le generazioni future ci chiederanno conto. Gia’ troppo è stato insensatamente e disastrosamente immolato sull’altare della cosidetta pubblica utilità (vedasi ad esempio lo spazio enorme occupato dall’Università in modo irrazionale e disordinato,non concedendo ai residenti nemmeno un striscia di verde, almeno lungo la Via Monte Generoso)*. Pertanto penso che sia giunto il momento di difendere con determinazione l’aria e l’ossigeno di casa nostra e il poco che ancora ci rimane, senza alcuna paura, anche se a volte è più facile e appagante unirci ai già collaudati comitati che periodicamente manifestano per la Foresta Amazzonica o altro, piuttosto che curarci delle più modeste ma utili Foreste davanti alle nostre finestre. (intendiamoci: una cosa comunque non esclude l’altra ). Proviamo invece a cominciare dall’albero sotto casa, difendiamo la nostra salute e non assecondiamo passivamente i più comodi progetti dei nostri Amministratori e Tecnici, progetti eseguiti a tavolino senza sforzi particolari, il più facili e lineari possibili,soprattutto se in presenza di abbondanti terreni da poter utilizzare a piacimento e senza la ferma ed ETICA volonta’di trovare alternative adeguate e concilianti che salvino necessità, vivibilità, salute ed ecologia. Tutto questo con la consueta arroganza che non ha nemmeno previsto la consultazione dei cittadini prima di procedere.
Un lettore
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