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Foto Comunità Pastorale: Don Luigi Pisoni

Intervista al nuovo parrocco don Luigi Pisoni: "Ritengo che la comunità pastorale sia una collaborazione tra parrocchie in cui è importante che ogni comunità mantenga le sue specificità".


Venerdì 6 settembre, a Seveso, tutti i sacerdoti della nostra diocesi destinatari di un nuovo incarico, si sono incontrati con l’arcivescovo, hano prestato il loro giuramento e ricevuto formalmente il decreto di nomina, da tale data hanno iniziato a svolgere il loro nuovo incarico, tanto che già questo fine settimana hanno iniziato a celebrare le S. Messe nelle loro nuove comunità; anche don Luigi e don Alberto da oggi sono a pieno titolo all'opera a Varese e a Bizzozero nello specifico, ma l’ “ingresso” formale nella nostra Comunità avverrà a fine ottobre in occasione della festa patronale del Beato don Carlo Gnocchi.

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Foto Raffaele Coppola: Mons. Mario Delpini

Nel frattempo abbiamo sentito il nuovo parroco per iniziare a conoscerlo e per farci raccontare come intende muoversi:

Partiamo dall’inizio. Ci racconti come è nata la tua vocazione ?

Non è una storia vocazionale particolarmente originale; vengo da San Vittore Olona (vicino Legnano) sono cresciuto in oratorio, ho fatto il chierichetto, il cerimoniere, poi il catechista, l’educatore, sono stato impegnato con il teatro parrocchiale, e la radio parrocchiale (facevo tutti i giorni il radiogiornale). A dare una svolta alla mia vita sono state le “missioni popolari”, che nell’ottobre dell’89 – mio ultimo anno di liceo - furono tenute dai padri oblati di Rho; il padre che teneva la missione in quell’occasione mi chiese se avessi mai pensato di fare il sacerdote, una domanda che mi portò ad interrogarmi e ad intraprendere un cammino di discernimento, di verifica, che subito dopo la maturità classica si concluse con l’ingresso in seminario.

Ora dunque un nuovo incarico, in una realtà per te nuova: cosa conosci già di Varese, della Comunità Beato don Carlo Gnocchi, di Bizzozero ?
Di Varese ho due ricordi: nel 1990 ho partecipato e vissuto la bellissima esperienza di Varese Giovani dell’Azione Cattolica; in quell’occasione fummo ospitati e dormimmo in un oratorio, credo quello di San Vittore. Il secondo – meno lieto – è legato all’ospedale ed al reparto di oncologia dove mio padre è stato in cura.

Della Comunità Pastorale don Gnocchi conosco ancora poco, se non quello che ho visto in questi mesi durante alcune visite, ma si tratta di un mondo ancora tutto da scoprire, e che ho voglia di scoprire.

Infine di Bizzozero ho visto che c’è una bella chiesa, un bell’oratorio, un bel centro storico che mi hanno trasmesso una sensazione di accoglienza.

Ancora prima di arrivare sei già stato chiamato a fare una scelta significativa, ovvero di dove andare a risiedere, e – a differenza di quanto fatto dai tuoi predecessori don Massimiliano e don Marco - la tua scelta è caduta sulla canonica di S. Ambrogio a Giubiano: come mai questa scelta ?

La scelta di Giubiano è stata fatta insieme a don Marco visto la partenza contemporanea di don Giuseppe ci sembrava bello che il parroco abitasse in una delle case parrocchiali.

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Don Luigi Pisoni

Le comunità pastorali, sono realtà di recente istituzione all’interno della Chiesa, che ancora devono essere definite in molti aspetti sia pastorali che gestionali che organizzativi: qual è la tua visione delle comunità pastorali ?

Ritengo che la comunità pastorale sia una collaborazione tra parrocchie in cui è importante che ogni comunità mantenga le sue specificità. Non credo in una “grande parrocchia” in cui tutto si mescoli e si uniformi, credo invece importante preservare le caratteristiche di ciascuna e collaborare su alcuni aspetti, alcuni ambiti dove si può lavorare insieme. Credo nell’importanza di collaborare per “fare delle cose” insieme, realizzare dei progetti specifici, lavorando insieme ci si conosce, si possono apprezzare le doti e gestire i limiti reciproci, realizzando qualcosa che poi diventa un patrimonio comune.

Le parrocchie, le comunità pastorali, da sempre svolgono anche una funzione sociale, oltre che spirituale: quale rapporto vedi tra queste due funzioni ?

Credo sia importante lavorare insieme tra gli attori presenti sul territorio, nell’interesse di chi quel territorio lo vive, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli. In quest’ottica acquistano senso e valore servizi come i centri Caritas, l’oratorio estivo, i servizi di doposcuola, o tutte quelle attività ludiche che mettono insieme le persone.

Negli ultimi decenni all’interno della Chiesa sono fioriti e si sono ritagliati uno spazio importante diversi movimenti o comunque esperienze spirituali autonome rispetto alle parrocchie, ma che pure con le parrocchie si interfacciano almeno a livello personale: tu che visione hai di queste presenze ?

Penso che possano interagire positivamente portando questa loro esperienza, queste loro sensibilità, all’interno della comunità, arricchendola.

All’interno della Chiesa è ormai aperta un’ampia riflessione sul futuro ruolo dei laici, una riflessione condizionata anche dal calo nel numero dei sacerdoti disponibili, e che proprio per questo rende la questione rilevante e forse urgente: qual è il tuo pensiero in merito ?

Ritengo che il futuro sia nell’impegno del laicato, personalmente credo molto – perché questa è la mia storia in questi anni di ministero – credo molto nel lavoro delle famiglie,  credo che lavorare con le famiglie faccia la differenza, perché è da lì che parte tutto. Naturalmente sempre nel rispetto dei ruoli, ma penso che la ministerialità laicale sarà un po’ il passo del futuro.

Siamo partiti dalla tua vocazione, concludiamo con il tuo nuovo incarico nelle nostre parrocchie: qual è la prima cosa che pensi di fare quando entrerai ufficialmente in carica nella Comunità don Gnocchi ?

Il primo incontro l’ho già fissato ed è con le catechiste, perché credo che l’iniziazione cristiana sia un passaggio importante. E poi una cosa che vorrei fare è quella di incontrare tutti i malati, andare a trovare i malati, che costituiscono una componente della comunità che non possiamo dimenticare.

 

 

IL SALUTO

Don Luigi ha firmato il suo primo editoriale sul numero di questa settimana del notiziario comunitario "Comunità"; un saluto ai suoi nuovi fedeli che di seguito riportiamo integralmente:

Carissimi tutti, in questi primi giorni di settembre faccio il mio ingresso nella comunità Pastorale Beato don Carlo Gnocchi di Varese come parroco. Sono qui per camminare insieme a voi nel mantenere viva la fede…
Sono qui con voi anzitutto per essere testimone di Colui che 28 anni fa mi ha chiamato a seguirlo e che oggi mi manda a voi.  
Nel giungere a voi permettetemi di salutare i Vostri bambini.
Oggi loro sono il nostro futuro. Nella nostra comunità abbiano sempre un posto privilegiato, con l’impegno di tutti.  
Saluto gli anziani e i malati, presenza e memoria del “nostro oggi”, presenza importante nel nostro essere comunità.  
Saluto i papà e le mamme. Abbiamo bisogno di camminare assieme forti anche di quel patto d’amore che avete consacrato davanti al Signore, accompagnando e sostenendo le nuove generazioni.
Saluto i ragazzi, gli adolescenti e i giovani che cercano quotidianamente punti di riferimento e che possono essere loro stessi presenza importante per la nostra comunità.
Saluto i confratelli nel sacerdozio don Alberto che con me inizia l’avventura, don Davide e don Raffaele… a loro mi affido per costruire insieme una bella fraternità sacerdotale.
Saluto tutti… anche se ancora non vi conosco è da mesi che ogni giorno vi porto nella mia povera preghiera.
Sappiate che io avrò bisogno di tutti voi come del resto tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri per rendere più bella la nostra vita e per ricondurla ogni giorno a Colui che è la Via, la Verità, la Vita: Gesù di Nazareth.
Una volta si diceva che la parrocchia è la “sposa” del parroco; forse questa terminologia ha fatto il suo tempo, tuttavia io credo che la relazione sponsale possa far intuire qualcosa del coinvolgimento di un prete in una comunità, un coinvolgimento totalizzante, che riguarda pensieri, affetti, tempo, energie; e non si tratta di un peso, di un dovere, tanto meno di una croce, ma di una gioia, la gioia di avere il privilegio di servire una comunità.
Davvero nel mio cuore in questi giorni c’è il desiderio di vedere questa “sposa”, di ammirare la sua bellezza, ma anche un po’ di timore perché un po’ questo impegno mi spaventa.
È inevitabile che avrò bisogno di tempo per entrare in questa comunità, nei suoi ingranaggi, vi chiedo allora la pazienza se qualche volta ci sarà qualche mancanza.
Di cuore, per l’intercessione del Beato don Carlo Gnocchi, patrono della nostra Comunità Pastorale, vi imparto la mia benedizione che sia sostegno per il nostro essere comunità.
Grazie e buon cammino!

Vostro don Luigi 

 

 

 

 

 

ALLA SCOPERTA DI DON LUIGI

 

Data di nascita: 17/02/1971

Città di nascita: Legnano

Famiglia: una sorella più piccola

Scuola: Liceo classico e teologia (se non fosse diventato sacerdote probabilmente avrebbe fatto giurisprudenza)

Materia preferita: Storia

Colore preferito: Non mi piace il blu

Sport preferito: Non sono sportivo, mi piace camminare

Squadra del cuore: Milan

Genere musicale preferito: Leggera (Mengoni, Amoroso, …)

Ultimo libro letto: Il Castagno dei cento cavalli (giallo)

Autore preferito: Più di uno, Smith, Banti, De Luca, Bruce, Marshall

Epoca storica preferita: Medioevo

Automobile posseduta: Una 500

Tipo di vacanza preferito: Montagna e città d’arte

Località di vacanza amata: Dolomiti

 

 

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