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Don Marco Casale

Approfondimento del Vangelo di domenica 5 agosto a cura di don Marco Casale.


Di seguito la libera trascrizione dell'approfondimento di don Marco Casale come momento di riflessione e meditazione del Vangelo di domenica 5 agosto 2018, XI dopo Pentecoste. 

 

LA PAROLA IN MEZZO A NOI
XI dopo Pentecoste

Nella prima lettura abbiamo visto che il profeta Elia mostra a tutto il popolo chi è Dio, l’unico vero Dio, il Dio di Israele, che non ama la magia e la superstizione, è un Dio fedele nonostante l’infedeltà del popolo, non è un Dio che si piega alla volontà degli uomini ma si rende disponibile con amore a chi si rivolge a Lui con fiducia e confidenza. È una visione di Dio opposta a quella dei sacerdoti di Baal. Ma Elia dovrà imparare anche un'altra caratteristica di Dio, la misericordia. Quando Elia fa prendere tutti i sacerdoti di Baal e li fa uccidere sembra lasciarsi prendere invece da un desiderio di vendetta. Elia deve ancora fare l’esperienza che Dio non è violento né vendicativo, deve mettersi in cammino fino al monte Horeb dove scoprirà che Dio non è presente nel terremoto e neppure nel vento impetuoso che scuote e rompe le montagne, ma Dio è presente nella brezza leggera, nella dolcezza e nel rispetto. È un Dio forte ma mai violento, giusto ma mai vendicativo. È un percorso spirituale profondo che Elia dovrà compiere, come ciascuno di noi.
Anche Gesù nella parabola di oggi, come in tutte le parabole, ci aiuta a comprendere il vero volto di Dio, a distinguerlo dalle caricature che gli uomini fanno di Dio. In particolare alle autorità religiose, rappresentate dai capi dei sacerdoti e dai farisei, mostra che Dio non è loro proprietà, che le loro parole sono in contraddizione con la loro vita e quindi li pone di fronte a quello che con parole un po’ impegnative potremmo definire il necessario passaggio dall’ortodossia all’ortoprassi. Ortodossia è una formulazione corretta della fede, però il rischio è che alla fine queste formulazioni rimangano solo belle parole. L'ortoprassi invece è una pratica, un comportamento conforme alla fede. È come se Gesù dicesse loro: predicate bene e razzolate male, dite belle parole ma la vostra vita non produce i frutti sperati perché non è conforme alla fede che professate. Le parole di Gesù sono molto dure: “a voi sarà tolto il Regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti”, perché Gesù non ama che uno si concentri sull'ortodossia trascurando l’ortoprassi. Devono essere le opere di amore a manifestare la fede, l’ortoprassi a mantenerci nell’ortodossia.

 

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