Foto Raffaele Coppola: L'interno della chiesa di Santa Maria Maddalena

Approfondimento del Vangelo di domenica 30 luglio a cura di don Marco Casale.


Di seguito la libera trascrizione dell'intervento di don Marco Casale in occasione del momento di riflessione proposto ogni venerdì sera alle ore 21.00, presso la chiesa di S. Maria Maddalena, un momento di meditazione sul Vangelo domenicale per riflettere e meglio prepararsi alla celebrazione liturgica.

Grazie al lavoro di alcuni volontari riproponiamo i contenuti dell'incontro di venerdì 28 luglio 2017:

 

LA PAROLA IN MEZZO A NOI

VIII domenica dopo Pentecoste
Mt 4, 18 - 22

18Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 19E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». 20Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 21Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. 22Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

La Parola di Dio, oggi, ci parla della “vocazione” cioè della voce di Dio che chiama. Questo lo troviamo già nell’Antico Testamento, in particolare nei profeti, e lo troviamo anche in Gesù - anche Gesù è la “voce” di Dio che chiama - e noi siamo chiamati a riconoscerla in mezzo alle altre voci, come il giovane Samuele, che sente la voce di Dio ma pensa che sia la voce del suo maestro Eli. Quindi il primo compito che noi abbiamo è proprio quello di distinguere la voce di Dio in mezzo a tutte le altre voci, e non è scontato questo, non è così semplice. Samuele, infatti, nel passo successivo, è istruito dal maestro Eli che gli dice di chiedere: “Parla, Signore, che il tuo servo ti ascolta” in modo da non limitarsi a riconoscere soltanto la voce di Dio ma, addirittura, di mettersi in ascolto di quello che Dio ha da dirgli. Al riguardo forse noi dovremmo anche accettare il fatto che, più che fare discorsi su Dio, è importante metterci in ascolto di quello che Dio ha da dirci e che è sempre più interessante. Ecco allora l’importanza dell’ascolto della Parola, l’importanza della preghiera: anziché parlare di Dio mettiamoci in ascolto di quello che Lui ha da dirci!
Il terzo passo è che il profeta, a volte, ha da dire delle parole che sono anche scomode, a volte anche dure, perché denunciano l’ingiustizia. In questo caso, per esempio, Samuele riferisce ad Eli dell’ira, della rabbia di Dio nei confronti delle ingiustizie commesse dai suoi figli. Ma Samuele dice tutto, fino in fondo. Il profeta non si sottrae, neanche quando ha da dire delle parole scomode: delle parole che uno, magari, non vorrebbe sentirsi dire ma che il profeta sa che le deve dire, perché è il Signore che gli ha detto di dirle ed è il suo compito quello! Sono parole che qualcuno deve pur dire, perché sono parole importanti, che tolgono il velo sull’ipocrisia ed aiutano a mostrare la verità, la realtà!
Ma la Parola del Signore contiene sempre, in sé, una chiamata; in tal senso è sempre una “vocazione” come avvenne per i primi quattro discepoli sul lago, per queste due coppie di famosi fratelli: Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni. A che cosa sono chiamate queste persone? “Venite dietro a me!” La chiamata del Signore è, innanzitutto, quella di mettersi in cammino, di alzarsi e di mettersi in cammino ed è anche quella di essere disponibili a lasciarsi alle spalle il padre e le reti. Che cosa vuol dire questo? Vuol dire che c’è un cambiamento di vita, un voltare pagina. L’incontro con il Signore porta alla conversione, cioè ad un cambiamento del cuore! Quando si incontra il Signore qualche cosa succede nella tua vita, ed il segno che la Parola del Signore tu l’hai ascoltata è proprio il fatto che qualche cambiamento è avvenuto nella tua vita. Quando nessun cambiamento avviene, viene da domandarci se la Parola del Signore dobbiamo ascoltarla di più e meglio!?
La parola del Signore, la vocazione, ha anche un contenuto: “Vi farò pescatori di uomini!” Questa Parola ci dice, anzitutto, che gli uomini sono più importanti dei pesci, più importanti delle cose, di tutte le altre creature che sono sulla terra, anche degli altri animali. Questa considerazione è molto importante perché, a volte, sembra che ci si confonda un po’ a riguardo! A volte si mettono le cose prima delle persone e prima dei rapporti con le persone stesse. Capita a volte – ve ne sarete accorti anche voi, o magari vi sarà anche capitato personalmente – che ci siano situazioni in cui, di fronte, per esempio, a delle eredità, di fronte a dei beni che devono essere spartiti, i rapporti si rovinano; cioè si finisce per litigare, per rompere i rapporti, a motivo del fatto che non si va d’accordo sul come dividere i beni, a chi spetti una cosa o l’altra: le cose diventano più importanti dei rapporti fra le persone!
Allora la vocazione, la chiamata di Gesù diventa fondamentale per tutti noi: prima la relazione ed i rapporti fra di noi, che è la cosa più preziosa, più importante, più necessaria, più di tutte le altre!
In questa chiamata noi vediamo che c’è anche una prontezza di risposta: “Lasciato tutto lo seguirono” - così come anche Samuele: “Mi hai chiamato? Eccomi! Parla, Signore, che il tuo servo ti ascolta!” C’è, in fondo, una fiducia profonda: Quello che il Signore ha da dire va ascoltato, perché è qualcosa di prezioso, qualcosa di importante che non si può lasciar cadere. Fra le tante parole che ascoltiamo questa è la Parola che non deve scivolare via ma che va trattenuta, va ascoltata, va meditata, va messa in pratica!
Ecco: oggi, di fronte a questa Parola che parla a Samuele, che parla ai primi discepoli, anche noi, allora, siamo chiamati ad interrogarci e a chiederci: Che cosa può voler dire, per la mia vita, essere chiamato a diventare pescatore di uomini? Vuol dire: Mettere sempre le persone e i rapporti con gli altri al primo posto! E’ la cosa più preziosa! E possiamo anche interrogarci a riguardo della nostra risposta! Com’è la mia fiducia nel Signore e nella Sua parola? Quanto sono disponibile a fidarmi di Lui, di ciò che Lui ha da dirmi ed a seguire ciò che Lui, con la Sua parola, mi indica? La domanda che Gesù ha fatto quel giorno ai discepoli, o quella che il Signore ha fatto a Samuele quella notte, oggi la rivolge anche a noi! E’ una parola che chiede un ascolto e che chiede una risposta: Ma io quanto sono disponibile ad aver fiducia nella parola che il Signore mi rivolge?

Don Marco Casale

Chiesa di S. Maria Maddalena – Bizzozero

Trascrizione non rivista dall’autore

 

I numeri posti all'inizio di diverse frasi evangeliche indicano i numeri di paragrafo.


Articoli correlati: La Parola in mezzo a noi 16 luglio 2017