|
LA PAROLA IN MEZZO A NOI
VI domenica dopo Pentecoste Lc 6, 20 - 31
20Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. 21Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. 22Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. 23Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti. 24Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. 25Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. 26Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti. 27Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, 28benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. 29A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. 30Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. 31E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro».
Questa regola di Gesù viene chiamata la regola d’oro: ”Come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro” e qui c’è tutto l’insegnamento di Gesù sulla morale, sul nostro comportamento. In realtà questo insegnamento si trova anche altrove, anche nella tradizione greca o latina; persino Confucio riporta questo insegnamento, però sempre in negativo: “Non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te!” Qui Gesù, invece, la gira in positivo: “Fai agli altri quello che vuoi che gli altri facciano a te!” Questa regola è tanto semplice e bella quanto necessaria: Noi vogliamo dagli altri il rispetto ed allora diamo agli altri rispetto! Noi vogliamo dagli altri attenzione: Diamo agli altri attenzione! Noi vogliamo che gli altri si accorgano del nostro bisogno: Anche noi accorgiamoci dei bisogni degli altri! Noi vogliamo che gli altri non ci lascino soli: Anche noi non lasciamo soli gli altri! Noi vogliamo che gli altri ascoltino il nostro pensiero, quello che abbiamo da dire, la nostra opinione, quello che abbiamo da esprimere: Anche noi ascoltiamo con pazienza glia altri, quello che esprimono, il loro pensiero, la loro opinione, quello che hanno da dire! Vedete: Una legge tanto semplice quanto preziosa e quanto necessaria, che Gesù ci insegna! Nel Vangelo di oggi, però, ci sono anche altri insegnamenti che un po’ traducono questa regola che riassume un po’ tutte le regole, tutti gli insegnamenti di Gesù. Gesù ci insegna che la felicità sta anche nel vivere la vita con povertà, con semplicità, piuttosto che cercare la felicità nelle ricchezze e nelle cose che possediamo. Questa cosa è tanto semplice quanto vera e ciascuno di noi la sente nel cuore. Quando noi diciamo: Una volta ci si divertiva con niente ed eravamo felici e stavamo bene insieme e non avevamo niente! Era un bel modo di tradurre la beatitudine di Gesù: Si gioisce per quel niente che si ha! E’ la gioia di stare insieme ed essere contenti di quel poco che si ha! Però, vedete, quando invece si ha qualche cosa di più tutto diventa più complicato, perché ci si dimentica che la gioia non la si trova nel denaro, nelle cose che possediamo ma la gioia si trova nell’essere contenti di ciò che si ha e nel condividerlo insieme a qualcun altro. Ma la ricchezza è sempre un rischio, perché ci distrae da questa semplice verità e ci dà l’illusione che la gioia stia da un’altra parte, nelle cose che possediamo. Gesù, però, ci dice: “Non lasciarti ingannare, e se anche possiedi qualcosa non illuderti mai che quello che possiedi possa nascondere il segreto della felicità, perché la felicità sta altrove!” Gesù ci invita ad essere “beati” anche nella povertà, cioè ad essere contenti di ciò che abbiamo e a non lamentarci di ciò che ci manca. Sembra quasi che quanto più cresca il benessere tanto più cresca l’infelicità. Questa cosa, in realtà, ci fa riflettere, quasi a dire che le parole di Gesù sono vere: la gioia non viene dalle cose che noi possediamo ma dall’essere felici di ciò che abbiamo e che con gli altri condividiamo! Allora vedete che le beatitudini di Gesù sono una via verso la gioia, verso la beatitudine, appunto! Infatti, nel nostro gergo quotidiano noi diciamo: Beato te! Gesù ci invita anche a non attenerci alle beatitudini del mondo; le beatitudini di Gesù consistono nel trovare la gioia lì dove noi uomini non andiamo a cercare la gioia. Sentite queste parole di Gesù: “Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio.” La gioia, vedete, non sta nella povertà ma nel regno di Dio, cioè nel fatto che Gesù stesso, il suo amore è presente in te, in noi e che noi viviamo la gioia di condividere la fede nel Signore che è in mezzo a noi accogliendo il suo amore in mezzo a noi, vivendo nella misericordia, nel perdono, nella carità che Lui insegna. Il Regno di Dio è il motivo della gioia! Gesù, poi, dice: “Beati voi che avete fame, perché sarete saziati!” Allora la gioia non consiste nel fatto di avere fame ma consiste nel fatto di essere saziati! Beato te perché sperimenti il fatto che Gesù ti sazia! Ti sazia di ciò di cui tu hai bisogno, delle cose più necessarie e le cose più necessarie non sono quelle che gli uomini considerano tali; infatti le cercano e non trovano la felicità! Dio, invece, ti sazia di ciò che dà la felicità! “Beati voi che ora piangete, perché riderete!” La beatitudine non la dà il pianto ma il riso! Come sarebbe bello poter cominciare ogni giornata con il sorriso! Come sarebbe bello se noi trovassimo motivo di gioia in ogni nostra giornata! Se noi riuscissimo a liberarci da quella cappa di lamentosità che un po’ ci schiaccia! Certo, i problemi non ci mancano. Anzi! Però sembra quasi che abbiamo perso, a volte, la capacità di sorridere e di ridere di ciò che abbiamo, di gioire di quello che ogni giornata di buono ci dà! Sarebbe bello, al termine della giornata, poter fare l’esame di coscienza e dire: Bene, di che cosa ho da dire grazie al Signore oggi! Invece io dico: Mi sono arrabbiato, questa cosa è mancata, quest’altra non ha funzionato, questa cosa non mi piace, questa cosa non va bene! Ma se tu oggi dovessi dire una cosa bella di cui ringraziare il Signore, di cui sei contento, che ti ha riempito il cuore di gioia, almeno una per ogni giornata, ogni giornata, allora, si colorerebbe diversamente! Il cuore, quando si apre alla gioia, tutto si colora di questa gioia. Ma riusciamo a dire, al termine della giornata: Che bella cosa che oggi il Signore mi ha donato e che ho vissuto insieme ad altri?! Ecco: questa è la via delle beatitudini e le beatitudini che Gesù ci indica vanno cercate, perché a noi viene da cercarle dove vorremmo cercarle noi ma non le troviamo; invece le beatitudini e la gioia vanno cercate dove Gesù ci dice di cercarle, ma bisogna avere un po’ di fiducia in Lui, altrimenti la nostra ricerca sarà sempre infruttuosa. Quando, invece, noi andiamo a cercare la gioia dove Lui ci dice di cercarla allora sì che davvero la troviamo!
Don Marco Casale
Chiesa di S. Maria Maddalena – Bizzozero
Trascrizione non rivista dall’autore
|
|