Foto Raffaele Coppola: L'interno della chiesa di Santa Maria Maddalena

Approfondimento del Vangelo di domenica 9 aprile a cura di don Marco Casale.


Di seguito la libera trascrizione dell'intervento di don Marco Casale in occasione del momento di riflessione proposto ogni venerdì sera alle ore 21.00, presso la chiesa di S. Maria Maddalena, un momento di meditazione sul Vangelo domenicale per riflettere e meglio prepararsi alla celebrazione liturgica.

Grazie al lavoro di alcuni volontari riproponiamo i contenuti dell'incontro di venerdì 7 aprile 2017:

 

LA PAROLA IN MEZZO A NOI

Domenica delle Palme
Gv. 11, 55 – 12, 11

55Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. 56Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?». 57Intanto i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunciasse, perché potessero arrestarlo.
1Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. 2E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. 3Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. 4Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: 5«Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». 6Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. 7Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura. 8I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
9Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. 10I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Lazzaro, 11perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.
Questo Vangelo della Domenica delle Palme ci aiuta ad entrare nella Settimana Santa. Il Vangelo di Giovanni è costruito sul ritmo delle settimane: nel primo capitolo c’è una prima settimana poi, dalle nozze di Cana fino alla risurrezione di Lazzaro il ritmo è scandito dai sabati e poi di nuovo riprende, per la seconda ed ultima volta, il ritmo settimanale. Il messaggio è chiaro: Giovanni ci dice che ci troviamo di fronte ad una nuova creazione. Dio sta facendo nuove tutte le cose, sta rigenerando, sta ricreando l’umanità attraverso l’amore del suo figlio, attraverso il dono di Gesù. Chi, meglio di tutti, capisce questo è Maria! Maria, infatti, capisce che, di fronte a questo amore offerto, a questo amore donato, l’unica cosa da fare è rispondere all’amore con l’amore, ed il profumo esprime proprio le caratteristiche di questo amore. Il profumo, per sua natura, si diffonde, si spande, non può essere trattenuto ma solo dato! L’amore raggiunge tutti, come il profumo che non può essere trattenuto, che non può essere sentito da qualcuno e da altri no! Il profumo raggiunge tutti ed è qualcosa che apparentemente è così, passeggero, ed anche così secondario, non essenziale; invece la caratteristica che il profumo ha in comune con l’amore è proprio questa: che l’essenziale​è invisibile agli occhi – direbbe il piccolo principe – è quello che tu potresti considerare anche non necessario, superfluo, però devi saperlo riconoscere, devi saperlo cogliere! Maria ha fatto quello che gli altri non hanno saputo fare: il gesto di Maria rimane largamente incompreso, se non addirittura, criticato. Nessuno loda Maria, se non Gesù! In un altro brano, in cui ci sono come protagonisti sempre Gesù, Marta e Maria, noi vediamo che c’è Marta tutta indaffarata mentre Maria siede ai piedi di Gesù ed ascolta la parola. In quel brano Maria viene rimproverata da Marta perché non corrisponde al criterio dell’efficienza, della produttività. Infatti l’amore non corrisponde né al criterio dell’efficienza né a quello della produttività! Altri, che vedono Maria, la criticano, perché il suo è un gesto inopportuno. Altrove nel Vangelo questo brano di Maria che bagna i piedi di Gesù col profumo, viene ambientato in casa di Simone il lebbroso, e questo gesto viene visto come inopportuno, non è compreso, perché è un gesto - quello di lavare i piedi del Maestro, di Gesù, addirittura sciogliendo anche i capelli ed asciugandoli con questi - inopportuno, disdicevole. Molti sarebbero pronti a dire che si, questo gesto di Maria c’è stato, perché è stato scritto nel Vangelo, ma sarebbe stato meglio se non ci fosse stato, che non fosse stato raccontato nel Vangelo un gesto così disdicevole! Certamente non è essenziale raccontarlo. Invece Gesù dirà di Maria l’opposto: “Ovunque sarà annunciato questo Vangelo verrà narrato quanto che questa donna ha fatto” perché quello che questa donna ha fatto è proprio il Vangelo, la “buona notizia” che, cioè, l’amore è entrato nel cuore di una donna e che una donna ha saputo rispondere all’amore di Dio con l’amore: ha saputo fare quello che fa Dio, cioè “amare.” Ed è, in fondo, tutto quello che Dio ci chiede: amare! L’unico comandamento! Che cosa vuol dire amare? Come si fa ad amare? Cosa devo fare per dire che sto amando? Noi ci facciamo questa domanda perché mettiamo sempre in primo piano il criterio dell’efficienza. Uno che cosa fa? Fammi vedere che cosa fai? Questo gesto di spargere il profumo, invece, non ci sta dentro, non risponde alla domanda: Che cosa ha fatto per Gesù? Ha amato! A differenza di tanti altri che, invece, a Gesù hanno chiesto altro, hanno chiesto un miracolo, una guarigione, una risposta ad un quesito scritturistico, hanno chiesto spiegazioni – tutti chiedono a Gesù – questa donna, invece, non chiede niente a Gesù: fa un gesto gratuito, libero, generoso in cui dà a Gesù qualcosa senza chiedergli nulla in cambio! Non chiede nulla ma solo dà!
Porre questo gesto all’inizio della Settimana Santa acquista subito un valore profetico. Questa donna anticipa, con questo gesto, quello che avverrà a Gesù di lì a pochi giorni. Gesù, infatti, dice: “Lasciatela fare, perché lo conservi per la mia sepoltura.” Lasciatele versare questo unguento, lasciatele sprecare questo profumo, questo nardo prezioso – che nasce, tra l’altro, dalle radici di un fiore e per produrre questo profumo il fiore deve morire – lasciatela fare perché lo conservi (sembra quasi una contraddizione dire: lasciate che lo versi perché lo conservi). Allora lo deve versare o lo deve conservare? Il profumo l’ha versato e allora che cosa va conservato, va custodito? L’amore! L’amore che ella ha saputo metterci: questo va custodito!
E va difeso! Va difeso anche dalle incomprensioni e dalle accuse, va difeso, va custodito, come qualcosa di prezioso, di valore. La simbologia è quella dell’amore nuziale; la lavanda dei piedi ed i capelli sciolti evocano questo chiaramente e d’altra parte la prima settimana del Vangelo di Giovanni si era chiusa proprio con le nozze di Cana: l’amore degli sposi come simbolo dell’amore di Dio, che ritorna. E’ un amore dato che chiede di essere corrisposto, come avviene nell’amore nuziale: un amore dato e corrisposto, una reciprocità di amore. Questo simbolo, quindi, esprime ciò che Dio fa e ciò che Dio chiede a noi: Ci ama e vuole essere amato, come avviene in una coppia. Dall’altra parte abbiamo Giuda che è espressione di una mentalità alternativa a quella di Maria, una mentalità che, invece, calcola: quantifica che questo nardo vale trecento denari; un denaro è la paga di un giorno e, quindi, questi denari avrebbero potuto essere dati ai poveri. Nel Vangelo non è mai detto che Gesù abbia dato denaro ai poveri: ha dato ben altro che il denaro! Dare del denaro per i poveri è un gesto dal valore ambiguo: Perché dai del denaro ai poveri? Lo fai per amore? Lo fai per tornaconto? Lo fai per apparire? Lo fai per lavarti la coscienza? Perché lo fai? Ecco vedete, il tema che ritorna: La differenza tra il bene reale e il bene apparente. Giuda dice ciò che appare come un bene – i soldi dati ai poveri – ma che è solo un bene apparente, perché in realtà a Giuda non gli importava niente dei poveri, come dice lo stesso vangelo. Dare denaro ai poveri è una cosa buona? Si, lo è, se è buona la tua intenzione, perché ogni gesto buono può esprimere anche altro. Cosa c’è nel tuo cuore? Per questo il gesto di Maria ci porta all’essenziale! Se nel tuo cuore c’è amore allora questo è un gesto di amore, altrimenti è un gesto che esprime altri interessi, altre intenzioni, altri fini, come nel caso di Giuda. Ma questo avviene sempre! Non dobbiamo biasimare troppo Giuda perché il suo ragionamento è molto vicino al nostro modo di ragionare! Maria, allora, oggi ci introduce nella Settimana Santa, mostrandoci come la sua risposta d’amore sia proprio ciò che Gesù chiede anche a noi in questa Pasqua: comprendere il suo dono d’amore tanto da diventare capaci di fare lo stesso anche noi, rispondendo con il nostro amore, che sa sprecare, sa dare senza calcolare, sa fare quello che un certo buon senso ti direbbe di non fare ma che tu fai lo stesso per amore, non per mancanza di discernimento, non per stoltezza, non perché non si sono valutate con attenzione le cose, non perché si è confusi, no! Per amore! Se c’è calcolo nell’amore non c’è più l’amore! Dove c’è l’amore non c’è calcolo e, viceversa, dove c’è calcolo non c’è l’amore! L’amore dona, l’amore si prende cura senza calcolo. L’amore non può dire: ho fatto abbastanza! L’amore non può dire: Ti ho dato e adesso attendo il contraccambio! L’amore non può calcolare, non può misurare, non può seguire la logica del dare per avere, perché altrimenti non è più amore! L’amore dà perché ama, si prende cura senza misura, senza calcolo, senza risparmiarsi, perché altrimenti non è amore. Lo fa per amore!
Entrare nella Settimana Santa per noi oggi è riconoscere, nel gesto di Maria, quello cui anche noi siamo chiamati! Lasciamoci trasportare da questo amore di Gesù! Gesù, durante la Settimana Santa, vedremo che farà continuamente dono di se, continuamente si consegnerà: nelle mani delle guardie che lo vengono ad arrestare, nelle mani di Pilato, che lo consegna nelle mani dei soldati per farlo flagellare, lo consegna alla folla – Io non trovo in lui nulla di male – e la folla lo riconsegna a Pilato – Crocifiggilo! Pilato lo consegna al centurione perché esegua la condanna! Gesù viene continuamente consegnato. E Gesù lascia fare! Vedremo, in questa settimana, questo aspetto dell’amore che è la consegna di se: La consegna della propria libertà, della propria vita! In un rapporto d’amore si fa questo: ci si consegna, ci si mette nelle mani! Questo gesto di Maria ci offre la possibilità di imparare anche noi a fare altrettanto. Verrebbe subito da dire: Ma come si fa? Non ne siamo capaci! Cosa vuol dire? Cosa devo fare – noi abbiamo sempre bisogno di rispondere a questa domanda – Si, va bene, ma cosa devo fare? Maria, allora, ci risponderebbe che l’amore è tutto un lasciar fare, lasciare che Gesù faccia: faccia di te una persona amata! Che Gesù ti mostri tutto il suo amore! Lasciati amare! Lascia l’iniziativa a Gesù, seguilo, consegnati a Lui! Fai quello che Lui fa e prova a vedere quello che riesci a fare tu ad imitazione sua.
Nella Settimana Santa dovremo proprio rimanere vicini a Lui, con Lui in un rapporto stretto, perché sarà lui a mostrarci la via dell’amore!

Don Marco Casale

Chiesa di S. Maria Maddalena – Bizzozero

Trascrizione non rivista dall’autore

 

I numeri posti all'inizio di diverse frasi evangeliche indicano i numeri di paragrafo.

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